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philosophes [ ragione, felicità, progresso ]
 


per i phlosophes la ragione è uno strumento di ricerca tenace, che non punta sulla formazione di sistemi filosofica esaustivi, ma che, nei vari campi del sapere, intende affrontare gli interrogativi insoluti e distinguere le credenze da quanto si può verificare criticamente. Essa risponde all'espressione kantiana "sapere aude" e si contrappone allo spirito religioso in quanto rifiuta i limiti inverificati del mistero e del dogma, ambito troppo fertile per il proliferare delle superstizioni e del fanatismo.

La felicità è colta come movimento incessante verso esperienze nuove, negando criteri fissi, validi per ogni uomo. Alla felicità dei singoli viene correlata la felicità collettiva.

Emerge l'idea di progresso, per cui la storia dell'umanità si muove verso un miglioramento indefinito. C'è una carica di emancipazione rispetto al passato, alla tradizione, agli elementi che ostacolano il progresso, associata a una forte componente di ottimismo perché, nonostante le possibili battute d'arresto, la direzione è quella del miglioramento. Un carattere unilineare, che considera l'umanità come un unico essere, incamminato in questa unica direzione, carica di promesse. 

 

 

 


13 aprile 2004


arte virtuale, sa emozionare?

strappo nel cielo




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3 gennaio 2004


Senza TV

...non erano ancora operanti i pali della luce;
niente elettricità, si arrivava in campagna a Castiadas
e la casa che prendevamo in affitto era lì in contrada "Mendula" ad aspettarci,
ed era un viaggio la non ancora ultimata Cagliari-Villasimius,
la Lancia Appia terza serie colma fino all'inverosimile,
faceva dire a mio nonno che sembrava il "carretto di Taullì"
povero strimpellatore da strada
che camminava con un trabiccolo di legno sul quale sistemava
tutte le sue cose.
Si scaricava il tutto, ed alla fine
si metteva il petrolio nei lumi
per non farsi sorprendere dal buio impreparati.
Chi non sistemava le cose scendeva giù in paese
a comprare i blocchi di ghiaccio per la ghiacciaia,
ed io mi occupavo di prendere la coperta
color marrone scuro a strisce ed avvolgere il blocco di ghiaccio,
per non farlo sciogliere e gocciolare in macchina
e per tenerlo protetto dai raggi solari.
I pomeriggi li passavo dal contadino a veder mungere le mucche,
le caprette, a vedere i conigli grigi e le rane nello stagno.
Mi sedevo sotto l'albero delle meline
e leggevo il mio primo libro regalo per l'estate.
Una bellissima femmina di boxer a cui avevano tolto i figli,
uggiolava, avendo le mammelle gonfie di latte,
ed io cercavo di svuotargliele,
perchè avevo sentito il contadino dire
che gli poteva venire "su pil'e titta" (la mastite)
e rischiava di non poter più allattare.
Il mare era splendido le coste pulite,
giocavo in spiaggia ad "LunaMonda" ed anche a "Nascondino".
Quell'anno fu splendido, poi tutto cambiò.
Morì Kennedy, il Papa buono, Martin Luther King e Bob Kennedy...
tutto cambiava...
arrivava la televisione...




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17 dicembre 2003


Sul potere degli uomini sulla vita

Il primo diritto fondamentale innato dell’essere umano è il diritto alla vita.

Nessun altro appartenente alla stessa specie, quella umana, può accaparrarsi l’autorità di deciderne in maniera definitiva, in nessun caso. L’uomo non può disporre di ciò che non può per natura conoscere. E’ del tutto irragionevole ed ingiustificabile infliggere ad un essere umano come sanzione punitiva un qualcosa, la morte, che nessun vivente e dunque nessun componente della comunità umana può definire in maniera specifica. L’uomo conosce solamente fino alla vita ed entro essa ha l’autorità di agire su se stesso e sugli altri uomini.

Non si può infliggere ad un uomo una pena le cui conseguenze non possono essere conosciute da alcuno. Dato poi il fatto che l’uomo è un essere imperfetto e può commettere errori di valutazione, non è proponibile l’assegnamento di una pena impossibile da annullare o modificare nel caso si scopra l’eventuale innocenza del condannato. Non può essere dato il potere di decidere della vita di una persona ad un processo deciso spesso dalle possibilità finanziarie di cui l’imputato dispone per potersi assicurare un legale adeguatamente preparato. In ogni processo o comunque azione che svolge l’uomo c’è la possibilità di cadere umanamente in errore ed è chiaro che si deve avere la possibilità di rimediare nell’eventualità che questo errore venga scoperto, non si può infliggere una pena immutabile.

Il fine ultimo dello Stato è il benessere della società e di ogni suo singolo componente. Ciò che deve esistere è un meccanismo di cui ogni uomo è componente costituente, produttivo e funzionante. Se un membro della collettività danneggia questa armonia artificiale deve essere punito in maniera esemplare e ricondotto poi verso la reintegrazione all’interno del meccanismo. Il fine dello Stato è dunque quello di far si che ogni ingranaggio funzioni e faccia funzionare gli altri. Se qualcosa si rompe, è necessario toglierlo, ripararlo e poi nuovamente inserirlo, dato che lo Stato, come ogni macchinario necessita per funzionare al meglio di ogni singolo ingranaggio. Lo Stato non può venir meno ad un suo fine, eliminando un elemento difettoso e controproducente in maniera definitiva ed irrecuperabile; deve, al contrario, impiegare tutti i propri mezzi ed i propri sforzi per il recupero completo di ogni singolo individuo che lo compone e ne è parte fondante.

E’ poi noto che la violenza genera violenza e, di conseguenza, uno Stato che utilizza la violenza per raggiungere i propri obbiettivi fomenta e giustifica il cittadino ad imitarne le gesta.

 

Mietzsche




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13 dicembre 2003


Nasce Quaderni Libertari

Quaderni Libertari è un esperimento che gli Studenti Libertari hanno ideato per sfondare il muro della cultura conformista nell'ateneo cagliaritano. Il numero zero è già disponibilie on-line nell'apposito blog e verrà distribuito in versione cartacea lunedì alla presentazione del libro di Daniele Capezzone nella facoltà di scienze politiche.  Questi gli articoli:

Editoriale; Culture superiori e culture inferiori: l’affermazione del falso. by Black Sheep ; Troppa ipocrisia sulla droga ; Per una sinistra libertaria avversaria di quella ufficiale by Paolo Tatti ; Presentazione delle opere di Gian Mario Fais by Matteo Fais ; COME FARE HARAKIRI CON UNA BIRO by Andrea Pau ; Versi ; Intorno al Sottosuolo by Stefano Vacca.




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13 dicembre 2003


Razzismo

Il razzismo in Italia è un problema molto sentito, soprattutto dai razzisti.
I razzisti si dividono in due categorie: quelli che non vogliono pagare le tasse e quelli che non vogliono pagare la birra. I primi si chiamano legaioli, i secondi skinheads. Entrambi da alcuni vengono definiti di destra, ma possono sorgere evidenti differenze ideologiche quando il barista è un legaiolo e il cliente uno skinhead. Difficilmente viceversa.

albatroferito




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13 dicembre 2003


Il nodo gordiano della Fede

Io credo che, nella nostra attuale condizione, non è affatto necessario avere certezze dell’esistenza di Dio.Questo perché, se l’avessimo, essa certezza si ridurrebbe, attualmente, al soddisfacimento d’alcune nostre esigenze psicologiche causate da avvenimenti più o meno difficili. Molto limitativa quindi la necessità di credere o no. Tutto sommato i progressi fino ad ora ottenuti dall’Uomo, sia scientifici sia umanistici, prescindono dall’esistenza o meno di Dio.Anche se percorriamo l’Universo in senso fisico potremmo, fino ad un certo punto credo,ignorare la Sua esistenza. Ma se percorriamo le ragioni dello stesso allora dovremmo cominciare a farci qualche abbozzo di domanda perché forse qualche dubbio ci verrebbe e dovremmo cominciare ad intuire. Anche perché, mi pare, non si possa constatare niente, sull’argomento, nella nostra attuale condizione di umani e forse, anche in condizioni superiori.

L’idea di Dio nasce (quando nasce), a mio modesto avviso, da una convinzione, da un atto di Fede (al di fuori o dentro le religioni) e che si svilupperà, successivamente, con l’intuizione.

Con un atto di Fede comincia un percorso di ricerca destinato a non finire più, che si protrarrà per l’Eternità.

Con quest’atto di Fede l’uomo si assicura l’immortalità della sua vera Essenza. Senza questo spunto, lo stesso uomo è destinato a perire come tutte le cose, ad essere bruciato come un sarmento (Vangelo giovanneo), a finire, in pratica, nell’inesorabile crogiuolo della materia com’è ben rappresentato, alchemicamente, nel rosone centrale di Notre Dame a Parigi e questo perché nessuna Forza Spirituale superiore può albergare in detto uomo.

Quindi, Cristina, la questione non è se attribuire tutto a LUI bensì arrivare a scoprire che deve esserci un LUI autore del Tutto.

Non credo che si possa dire altro sull’argomento.

Quindi, molto più modestamente, se così si può dire, al nostro livello, non serve avere l’assurda pretesa di accertarsi dell’esistenza di Dio bensì scoprire la Fede in Lui medesimo. Bisogna cercarla disperatamente se si vuole proseguire il proprio percorso, perché la Fede è la causa della presenza in noi, coscia od inconscia, di un Quid superiore che si serve della condizione umana per assolvere determinate esigenze esperenziali. E’ la Fede, in buona sostanza, che definisce l’immortalità del Vero Uomo e lo distingue dall’uomo. Fede che non è esclusivo appannaggio di religioni, dalle quali, tra l’altro, io mi tiro fuori, ma che è un diritto di ciascuno, nessuno escluso.

Quindi, la ricerca legittima di Dio da parte di chi ne avverte l’esigenza,deve postulare la Sua esistenza passando attraverso la conquista o il dono della Fede.

Questa ricerca iniziale che ne causerà ben altre è, contrariamente a quella di Dio, proporzionata alle nostre forze umane, ed è indispensabile farla.

Se tu, (o qualche altro che avesse la ventura di leggere queste righe e trovasse l’argomento di suo interesse),mi chiedi il motivo di queste mie convinzioni ed a come ci sono pervenuto,te lo dico volentieri, ma tieni presente che determinate esperienze valgono solo per se stessi e che ognuno deve cercare per proprio conto.

Ci sarebbe solo da chiedersi perché, ad un certo punto della vita un uomo dall’età di 35 anni in tutt’altre faccende affaccendato, lontanissimo da ogni forma di filosofia e di preparazione esclusivamente materialistica e scientifica, con un lavoro molto materiale (non artistico che implica già una elevatezza spirituale) ed autonomo che lo assorbe notevolmente, non afflitto da nessuna sindrome di lutto od altro dolore che possa averlo spinto a cercare rifugio in tali argomentazioni, abbia deciso, un giorno, di cominciare quest’avventura di ricerca e tentata conoscenza.

Già questo fatto lo ritengo straordinario. 

Fort




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13 dicembre 2003


Non era finito il tempo delle ideologie?

Forrest Gump e i Talebani - http://sferapubblica.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=81507




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9 dicembre 2003


Tempo di Natale, qualche riflessione non fà male.

Tempo di Natale.

Stacchiamoci un pò dal rito commerciale e facciamo una riflessione.

Vorrei proporre la seguente domanda, al di là dei dogmi e delle verità impostoci.

Parliamo dell'Atto di Fede della Chiesa Cattolica: il Credo.

Gesù Figlio unico di Dio o Figlio dell'Unico Dio. ?

La domanda è sostanziale e chi se l'è posta è stato messo al rogo dalla Controriforma. Michele Serveto, forse la più illustre vittima.

Lui sosteneva la seconda ipotesi. Io, molto modestamente, credo che avesse ragione.

Fort

 




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7 dicembre 2003


Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano

 

Di tanto in tanto capita di assistere o prender parte a qualche titolo ad aspre contese sulla fede, su Dio, sulle religioni. Il dibattito attuale sull’Islam e sul “fondamentalismo”—ma anche quello sui Crocifissi e sulle “radici cristiane”—ha impresso nuovo impulso a questo tipo di discussioni.

Da una parte i nemici di tutte le fedi in nome della ragione, dall’altra i credenti, dove i primi talvolta accusano gli altri di non essere che dei dei fondamentalisti (camuffati o meno) o comunque dei retrogradi superstiziosi, praticamente dei pre-moderni.

 A loro volta, in qualche caso, gli accusati rinfacciano agli accusatori di essere dei relativisti in procinto di giustificare l’ingiustificabile, di negatori dei principi che devono stare alla base dell’idea stessa di civiltà.

In entrambe le succitate accuse, tuttavia, vi è qualcosa di irrimediabilmente datato. Tanto il fronte “razionalista” quanto quello dei “credenti”, infatti, si muovono all’interno di un orizzonte e di un’idea di ragione e di razionalità che la riflessione filosofica più matura ha da tempo rifiutato: una ragione “forte” (e troppo sicura di sé), che presume di poter dimostrare, alternativamente, o la negazione dello spazio della fede o l’esistenza di Dio.

Ebbene, a questa idea di razionalità se ne è andata sostituendo una molto più modesta, che impone una revisione profonda del rapporto fede-ragione. Come ha ben sintetizzato Dario Antiseri in un saggio appena uscito (Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano. Per un razionalismo della contingenza, ed. Rubettino): «di contro a una ragione fondazionista e giustificazionista si impone una ragione non-giustificazionista stando alla quale la scienza non offre certezze, l’etica è senza verità, le metafisiche sono prive di fondamentali assoluti».

Il che fa giustizia non solo dei più incalliti negatori della fede ma anche della convinzione speculare—diffusa tra molti pensatori cattolici—che senza una metafisica cognitiva e trascendentista la fede si riduca ad una specie di favoletta. Antiseri nel suo libro insiste giustamente su un punto fondamentale: la filosofia—così come risulta dall’approccio “metafisico”—si presenta come ancilla della fede, subordinandola appunto alla ragione (senza la quale non avrebbe speranze di sopravvivere allo scetticismo e al dubbio), ma in realtà proprio per questo finisce per diventarne domina. Che è quanto di peggio possa capitare alla fede.

Ecco, insomma, che molte delle reciproche accuse e contraccuse si sgonfiano e si riducono a polemiche dal fiato corto e fuori tempo. Caduto questo muro di Berlino, si determina «uno spazio di possibilità dove si fa ineludibile, perché è ineludibile la “grande domanda”, la scelta atea o quella di fede. Ma si tratta appunto di scelte, di opzioni radicali e non di dimostrazioni…».

In questo caso le parole sono davvero essenziali. Dimostrazioni? No, grazie. Scelte. A ciascuno le proprie.

P.S. Il post riprende un argomento già affrontato in un paio di circostanze: per leggere cliccare qui e qui.

(Wind Rose Hotel)

 




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6 dicembre 2003


Bhopal

Nella notte tra il 2 e il 3 Dicembre 1984
esplose lo stabilimento di pesticidi di proprietà statunitense della Union Carbide
40 tonnellate di Isocianato di Metile, un mortale gas
a base di cianuro, invasero

Bhopal

Bhopal: il piu' grande disastro industriale della storia.
Centinaia di persone morirono all’istante, 7.500 i morti per asfissia nelle ore che seguono l’esplosione dell’impianto per la produzione dell’erbicida Sevin e dalle 16 mila alle 30 mila nelle settimane successive, 150 mila le persone rese invalide,  circa mezzo milione le persone che ne hanno subito gli effetti a medio e lungo termine, tipo malformazioni fetali. I sopravvissuti sono tuttora in lotta per ottenere un misero risarcimento. Alcuni riescono ma per altri, per i più poveri dei poveri, è praticamente impossibile.

Warren Anderson, all’epoca presidente della Union Carbide ora diventata Dow Chemical, è ricercato dall’Interpol con l’accusa di omicidio colposo per la morte di 20.000 persone e di gravi violazioni dei diritti umani fondamentali. Il Governo Indiano ha chiesto agli Stati Uniti l’estradizione di Anderson per essere processato dal tribunale di Bhopal. Sino ad ora nessuna risposta è arrivata dalle autorità americane.

Quanti 11 Settembre e quanti Osama Bin Laden ci sono nel mondo?

albatroferito




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6 dicembre 2003


Il "rumore della neve" ( sulle tracce dello Spirito ).

 La Scienza, quella con la maiuscola, non và d’accordo con gli assurdi dogmi delle religioni, istituzioni umane, queste ultime, basate su Insegnamenti Universali dei quali si credono uniche depositarie. Insegnamenti i quali, al contrario, vanno d’accordo benissimo con la Scienza, sempre con la maiuscola.


In una bellissima canzone Lucio Battisti, mito degli anni 70 ed alla mia età di quattro lustri (ed ancora adesso, per la verità), si chiedeva


“…perché la neve, quando cade non fa rumore” per scoprire che invece lo fa il rumore se si VUOLE ascoltarlo.


Proviamoci ad ascoltare questo “rumore”, invece, e sentiamo se ci dice qualche cosa di interessante.


Leggete questa, è successo nel 2000.


 L’Organo Ufficiale dell’Ordine di medici americani, American Medical Journal  ha pubblicato il protocollo ed i risultati di un esperimento iniziato 35 anni prima, 1965 cioè, un enorme lavoro sotto la direzione del dott. Larris Dossey primario di cardiologia presso l’ospedale di San Francisco e docente di neurologia presso L’Università della stessa città.


Scopo di questo esperimento era verificare se la Preghiera avesse la proprietà di aiutare o guarire da svariate malattie.


Verificare, cioè, se la Forza della componente non materiale dell’uomo, quella più “sottile e nobile” possa influire sulla materia.


In breve, delle persone che hanno Fede nell’ipotesi spirituale e pertanto abituati a pregare il loro Reale Essere sono stati incaricati di pregare, ed in maniera DISINTERESSATA, per alcuni malati, in condizioni critiche ed all’oscuro di tutto.


Orbene, a farla breve, la risposta è stata POSITIVA. Sono stati rilevati sistematici miglioramenti e totali guarigioni. Nei risultati si elaborano anche ipotesi sul perché si migliora o si guarisce.


Si conclude che è dimostrata l’efficacia OGGETTIVA della Preghiera nelle guarigioni. La potenza dello Spirito, il Reale Essere degli umani.


Questo in sintesi estrema: il lavoro, come si diceva è stato molto lungo e robusto.


E scusate se è poco.


Ma invece non è poco perché anche  la nuova Fisica, quelle delle particelle, e le ricerche in corso sugli stati alterati di coscenza trovano la necessità di postulare l’esistenza di altre dimensioni oltre il mondo fisico. Questo è ancora “rumore della neve”.


Vengono confermate le credenze dei nostri antichissimi progenitori.


Credenze che forse rappresentano un retaggio di Civiltà molto superiori presenti prima dell’attuale e che, sulle quali, barriere di ogni genere, ormai costituitesi, ci impediscono di saperne di più.


Più vicino a noi Pitagora, nei suoi Versi d’Oro, diceva  che siamo Dei.


Gesù, accusato dai sacerdoti di proclamarsi Dio ( cosa che non ha mai detto, per inciso, Lui si proclamava Figlio di Dio come tutti ) rispondeva: “ non è forse scritto nella Legge: voi siete Dei? “


 Chi scrive ritiene che non avremo mai, nel mondo fisico, la certezza di un “quid immortale” nostra Vera Essenza che prescinde da forme e dimensioni di spazio e tempo. Questo a causa del Libero Arbitrio. E’ giusto che sia così, a mio modesto parere: il dubbio significa ricerca.


In sostanza è come se il genere umano venisse “sollecitato” ad assumere una dignità nei suoi momenti più critici.


Lo si invita a conoscere ed a svegliare la Ragione ed il Sentimento nonché ad approfondire la Conoscenza.


Lo si invita, ad esempio, a prendere coscenza  che stà vivendo solo un breve battito di ciglia di una esistenza che si svolgerà ulteriormente in altre dimensioni ed altri luoghi.


Come se venisse detto: liberatevi dal terrore e dalle paure, avete i mezzi per combattere questi vostri nemici, imparate ad usarli e rendervi, quindi, degni della vostra vera Sostanza.


 Fort




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5 dicembre 2003


Pulsione di morte

Occidente. Lo si può osservare, anche senza bisogno di essere o di porsi altrove, da svariati punti di vista, se ne può parlare—bene o male—prendendo in considerazione coordinate e parametri che possono essere abissalmente distanti e incompatibili tra loro. Si può perfino mettere in dubbio che abbia un senso anche soltanto parlare di Occidente. Figurarsi discutere di radici—o  di “fonti”, come qualcuno suggerisce—a  meno che non se ne individuino talmente tante e così male assortite tra loro da renderne culturalmente e spiritualmente vana l’ affermazione che ne conseguirebbe.


Si può, insomma, pensare, progettare e regolarsi non solo come se l’Occidente non fosse qualcosa su cui valga realmente la pena di soffermare la propria attenzione, ma anche come se l’Occidente semplicemente non fosse, o non fosse mai esistito o non meriti di esistere.


A questa incommensurabile libertà, a una apertura mentale di questo tipo, che può condurre persino alla negazione di sé utilizzando gli strumenti che proprio ciò che si vuole negare ha prodotto e affinato nei millenni, tutto potrebbe essere imputato, rinfacciato e negato, meno il suo lasciar essere. E in conseguenza di ciò non dovrebbe neppure esserne misconosciuta la capacità di misurarsi con la complessità e contraddittorietà del tempo presente. E dunque, in qualche modo, non dovrebbe neppure esserne misconosciuto  il diritto di esistere, se non una sia pur “provvisoria” superiorità rispetto alle alternative concretamente esistenti e operanti nel mondo reale—non in quello immaginato, sognato e progettato da menti indubbiamente fantasiose e “creative”. Ma così non è, secondo alcuni. Oppure, proprio in forza della sua non-chiusura, vale a dire della sua essenza,  secondo altri, esso dovrebbe semplicemente rinunciare a difendersi da chi lo detesta e lo vuole  distruggere, e questo in omaggio ad una visione del mondo che è quanto di più lontano dalla Weltanschauung che fornisce il pugnale ai congiurati.


A tutti coloro ai quali, nati in questa parte del pianeta e all’ombra delle sue costellazioni etico-filosofiche, religiose e civili, a qualsiasi titolo, si possono riferire questi sentimenti e pensieri, dedico una lettura sicuramente utile e salutare, che il titolare di questo blog, evidentemente, ha molto apprezzato e condiviso. Pulsioni di morte, senza dubbio, è un’espressione forte. Ma rende l’idea. La rende benissimo.

Windrosehotel

 




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3 dicembre 2003


Il Fuoco di Prometeo

 Proviamo ad immaginare un ipotetico colloquio con un virus o batterio, un essere cioè elementare al confine tra il biologico ed il minerale.

Gli diciamo: sai che esiste il sole che permette la vita all’organismo nel quale tu stai vivendo o attaccando e che, se non ci fosse, noi tutti moriremmo e tu non avresti nessuno da parassitare? E’ molto probabile che lui ci risponda non ci credo ed, abituato alla piccolezza del suo mondo, dirà che non può esistere qualche cosa di così grande. Che si palesi allora affinché, riconosciuta  la sua indispensabile esistenza, egli lo possa ringraziare. Oppure: non mi interessa nulla, se esiste io vivo altrimenti muoio e buonanotte al secchio.

Ora si dà il caso che il sole, qualunque siano le opinioni del virus resta sempre il sole: lui splende, riscalda e permette a tutti di usufruire, ed in qualunque maniera si ritenga opportuna, della sua luce e del suo calore.

Ponendoci ora una formidabile questione esistenziale e traslando il surreale discorso dovremmo onestamente riconoscere che il virus di cui sopra rappresenti il genere umano ed il sole DIO.

Io non sono in grado di immaginarLO: forse una Grande Forza  che permea tutto l’universo che riesco a pensare. E’ il massimo che mi è concesso.

Io ci credo, credo che sono stato emanato da LUI come tutte le cose.

Io credo di essere una piccolissima scintilla divina immortale, come tutte le cose, del resto, che si trasformano in infinite altre cose senza distruggersi.

Solo che, come essere umano, sono stato, dal Creatore, soggettivizzato e munito del Libero Arbitrio nonché della facoltà di esercitarlo. Non so perché a noi umani è stato concesso questo ed ad una pietra od a un pezzo di carbone no, visto che siamo composti della stessa materia.

Ma sono cosciente che questa scintilla immortale con le doti di cui sopra è il miglior viatico che il Creatore mi abbia potuto dare.

E’ qualche cosa che mi spinge a conoscere e comprendere sempre di più e non sò spiegarmi la ragione.

Attualmente abito, come scintilla divina, in un corpo biologico imprigionato dai 5 sensi che non mi permette di vedere e capire cosa c’è oltre. Come mi è stato dato, dovrò restituirlo e diventerà parte di altre cose. Poi non so dove andrò ad abitare ( Molte sono le dimore del Padre ).

In base al libero arbitrio io non ho nessun diritto, di fronte alle assurdità, al dolore ed alle gioie di chiederGLI perché succedono determinate cose. La causa di quello che ci succede, come umani, dobbiamo cercarla tra noi per come esercitiamo questa facoltà.

Io, come Prometeo, sono spinto a cercare un po’ di fuoco della Conoscenza e cercare di capire chi sono e dove vado grazie a quanto Lui mi ha concesso e sò che lo farò in eterno perché sono una infima parte di Lui che è Eterno.

Sono sicuro solo di una cosa: NON voglio assolutamente avere la certezza che LUI esista.

E’ l’ultima cosa che vorrei.

Non voglio comportarmi in un certo modo perché ho la certezza che esiste.

Io invece voglio esercitare il mio libero arbitrio ed ecco perché penso che noi non avremo mai, in terra, la sicurezza che esista. Una cosa esclude l’altra.

Quello che voglio è prendere autocoscienza di me, del mio percorso ed arrivarci da Solo a scoprirLO.

Allora, grato,  gli dirò: Signore grazie perché mi hai reso eterno e per altro che mi hai dato, io TI amo e TI sono riconoscente dal profondo del mio cuore.

Non voglio che LUI, un bel giorno appaia e dica “ecco io sono qui”: sarebbe una delusione.

Io voglio la Fede in DIO e non la certezza.

Non voglio religioni od aiuti vari, voglio farlo da solo ed anche se mi occorresse l’eternità. Del resto me l’ha data: che posso volere di più?

Da Fort x Cristina 

 




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2 dicembre 2003



Eclipse

All that you touch
All that you see
All that you taste
All that you feel
All that you love
All that you hate
All you distrust
All that you save
All that you give
All that you deal
All that you buy
beg, borrow or steal
All you create
All you destroy
All that you do
All that you say
All that you eat
everyone you meet
All that you slight
everyone you fight
All that is now
All that is gone
All that's to come
and everything under the sun is in tune
but the sun is eclipsed by the moon


Roger Waters


Pink Floyd
The Dark Side Of The Moon - 1973




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1 dicembre 2003


La testa di moro: Francesco Cossiga alla televisione svizzera

http://sferapubblica.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=75723




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30 novembre 2003


Noi e loro

A noi il terrorismo fa schifo, come gli stati teocratici e medioevali del Medioriente e dell'Africa, su questo non ci piove. Ma molti islamici sono d'accordo con le nostre vedute? Con quali possibilità di successo può l'Occidente esportare le sue categorie ed il suo modus vivendi, l'America esportare se stessa (come piace al Foglio) in luoghi dove la società occidentale è odiata e considerata dai più perversa ed immorale perchè non segue i dettami del Corano?

Questi ed altri interrogativi in un articolo di Bocca.

Falstaff




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29 novembre 2003


Pensare in grande e......

....scoprire di essere piccoli.

Forse ci saremo già fatti la seguente domanda:

E se il nostro sistema solare fosse un atomo ( del quale la Terra rappresenta solo un elettrone e noi, esseri che ci viviamo, solo le particelle elementari di detto elettrone ) di una molecola di una particella di un granello di sabbia in riva al mare di  un pianeta di un sistema planetario che a sua volta ........ 

Sarà così l'Universo

Si, credo che più di qualcuno si sia posto questa domanda.

Praticamente scoprire che siamo dei leptoni, spin, quark ed amenità varie con le quali la Fisica delle particelle ci mette sempre più a confronto? 

Qui mi fermo, altrimenti mi perdo.

Fort




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29 novembre 2003


LA REPUTAZIONE

LA REPUTAZIONE

“La reputazione, la reputazione. Ho perduto la mia reputazione!
Ho perduto, signore, la parte immortale di me stesso e cio’ che rimane e’ la bestia!
La mia reputazione, Jago. La mia reputazione! “
Jago: “Com’e’ vero che sono un onest’uomo, ho pensato che tu avessi ricevuto una ferita al corpo. C’e’ molta piu’ sofferenza in cio’ che non nella reputazione. La reputazione e’ un pregiudizio, una falsa imposizione. Che ottieni senza merito e la perdi senza colpa.
Tu non hai perduto nessuna reputazione se tu stesso non reputi d’averla perduta!…”

Adesso ditemelo voi dov’e’ la differenza tra l’averla letta seduti sulla poltrona del vostro salotto ed averlo visto recitato da Orson Welles al cinema?. Ditemi voi dov’e’ la differenza se c’e’ una differenza, tra due libri della BUR con tutto il teatro di Shakespeare e ricordarsi il monologo di Marlon Brando nel Giulio Cesare, lo storpio Enrico quarto di Laurence Olivier a colori, Romeo e Giulietta di Zeffirelli, l’Amleto di Mel Gibson, La bisbetica domata di Burton e Liz Taylor, Il Machbet di Polansky?
Per carita’, con questo non voglio disconoscere la superiorita’ della parola, anche scritta:
“In principio era il Verbo” e non si discute.
Ma perche’ fermarsi, per esempio al fatto che il Medio Evo fossero secoli bui quando e’ risaputo che le biblioteche sono piene di manoscritti ed incunaboli e libri sul e del Medio Evo?
Io mi sono costruito un’opinione personale che ha bisogno di essere verificata e penso che io non conosca nessuno piu’ qualificato di voi per analizzarla, vi prego quindi di postare senza indugio le vostre opinioni
:
L’invasione della Grecia da parte dei Romani fu anche la causa della decadenza del Teatro, luogo sacro, dove il popolo si recava anche per pensare e riflettere, sostituito dai giochi del Circo dove al popolo bastava dare “Panem et circense” per lasciarlo tranquillo.
Il Teatro venne distrutto alla radice e sopravvisse solo come pretesto per pochi, di feste, orge, rappresentazioni apologetiche.
Soltanto le famiglie sul carro di Tespi, con la Commedia dell’Arte riuscirono a rinverdire i fasti del Teatro. Ma tra la caduta dell’impero Romano e la Commedia dell’Arte ecco che c’e’ il niente.
Manca la trasformazione del testo in rappresentazione.
La rappresentazione e’ solamente la lettura dei libri durante il convivio dei frati emanuensi, con le varie elaborazioni, coi canti, con la lettura a piu’ voci.
Ma per la cultura popolare, la mancanza della rappresentazione, conduce inevitabilmente all’ignoranza del testo.
Da qui, probabilmente, l’opinione diffusa che il Medio Evo sia costituito da secoli bui e invece era solo senza Teatro.
Forse oggi, e' la funzione che ha assunto il cinema dove
la decima Musa, moderna riesplorazione di massa e rappresentazione del testo, riprende la funzione antica del Teatro, quella di far rivivere la parola, e forse andrebbe considerato il mezzo di trasformazione della parola trasparente, proiettata, rappresentata su un telone, che poi ritorna con tutta la sua emozione a riprendere la sua funzione anche nei circuiti elettronici di Internet.
Secondo il Mc Luhan ogni nuovo mezzo di comunicazione di massa, per crescere ha bisogno di fagocitare il mezzo precedente. Cosi', per capirci, le automobili agli inizi somigliavano ai carri coi cavalli e gli aeroplani sembravano automobili. Quindi il cinema si nutri' dei testi del teatro e la televisione si nutr di cinema.
Di cosa si nutrira' Internet per crescere?
Qualcuno dice che con l'avvento della Rete cominciano a calare gli ascolti televisivi, ma io credo invece che sara' ancora il libro a nutrire la Rete. E la scrittura.
La scrittura si, che perdera' il suo supporto per eccellenza, la carta, per ripresentarsi in tutte le sue forme con altri supporti. Se prima la scrittura era fatta di atomi che si plasmavano su un'altra massa di atomi, cioe' il libro e tutta la comunicazione avveniva comprando vendendo o noleggiando atomi con la lentezza che questo supporto comporta, adesso si compreranno, venderanno o noleggeranno ioni, con la velocita' della luce. E se prima si doveva andare in biblioteca ad aspettare che qualcuno avesse finito con il noleggio degli atomi a cui aveva diritto, adesso nello stesso momento milioni di persone possono leggere contemporaneamente un testo trasportato dagli ioni.
Perche' cogli ioni eravamo e cogli ioni siamo rimasti.

P.S. Diffida da quelli che prima ti citano Mc Lhan e poi ti insultano.




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27 novembre 2003


Libertà, Democrazia, Stato di Diritto, Pace Perpetua

Il fine ultimo che ogni Stato civile deve perseguire è la libertà dei singoli, in modo che quella di ciascuno non leda quegli degli altri. La democrazia è sicuramente il tipo di governo che più si avvicina alla realizzazione della sovranità popolare; il problema, dunque, diviene quello d’inserire la democrazia in un sistema complesso e complessivo, all’interno del quale possa compiersi una convivenza pacifica delle volontà individuali, così da assicurare concretamente il fondamentale principio della libertà.

Il modello da seguire, secondo la mia personale opinione, è quello indicato da Kant nello Stato di Diritto. Uno Stato che garantisce l’osservanza del diritto a garanzia della libertà individuale, considerata come l’unico diritto innato, “originario, spettante a ogni uomo in forza della sua umanità”.

Nei suoi aspetti istituzionali lo Stato si basa sulla divisione dei poteri e sulla rappresentanza.

I poteri sono quelli individuati da Montesquieu, il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario e Kant è particolarmente deciso nell’affermare la necessità della loro divisione, perché altrimenti si cade nel dispotismo. Il potere legislativo o sovrano spetta al popolo, in modo che ciascuno obbedisca alle leggi che si è dato; ma, a differenza di quanto sosteneva Rousseau (“tutto il popolo delibera su tutto il popolo”), esso è esercitato da un organo collettivo di suoi rappresentanti e il fatto che questa repubblica sia rappresentativa non è secondario, perché, per Kant, le forme di democrazia diretta sono dispotiche (il potere esecutivo finisce per confondersi con il legislativo e ambedue con i destinatari del potere).

Interessante e pienamente condivisibile anche la linea di pensiero kantiana sui rapporti internazionali, che vede come unica soluzione dei conflitti l’allargamento all’ambito internazionale del criterio disciplinante del diritto, considerando i singoli stati alla stregua degli individui in ciascuno stato e pensando a un’organizzazione confederativa universale capace di promuovere e di far valere questo diritto cosmopolitico.

Il fine prospettato è quello della pace perpetua.

Consapevole degli enormi ostacoli che l’obiettivo della pace perpetua non può non incontrare, Kant ammette che “in luogo dell’idea positiva di una repubblica universale […] rimane il surrogato negativo di una lega permanente e sempre più estesa, come unico strumento possibile che ponga al riparo dalla guerra e arresti il torrente delle tendenze ostili contrarie al diritto”

Si tratta di riflessioni (sia lo Stato di Diritto che la Pace Perpetua)  assolutamente attualizzabili, che devono spingere e guidare l’azione delle forze politiche moderne impegnate nel miglioramento indefinito della società umana.

 

Mietzsche




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27 novembre 2003


Svolta o non svolta?

Alessandra Mussolini lascia An perchè non è d'accordo col giudizio di Fini su suo nonno. Ed intanto l'ex Msi sta tentando di compiere una svolta. Ma davvero An è interessata a questa svolta od interessa solo a Fini? E Fiuggi è paragonabile alla bolognina? Io dico di no, ad entrambe le domande. Qui spiego perchè.

Falstaff




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27 novembre 2003


La democrazia è un metodo.Universale

La democrazia non è un lusso di noi occidentali.La democrazia è un valore universale.E' esportabile ovunque, perchè è importabile da chiunque.La democrazia non è un'ideologia.E' un metodo.E per questo è modellabile attorno a qualsiasi cultura e religione. La democrazia è duratura.La sua strada viene battuta a piccoli passi:le riforme.Una passo indietro è sempre possibile.Difficile invece tornare indietro da un balzo, da una rivoluzione.E per questo le dittature cadono solo con altre catastrofi (o quasi). La democrazia può compiere errori?Sì.Ma la democrazia non aspira alla perfezione.Non vuole portare il paradiso sulla terra.Non costruisce homines novi.L'aspirazione alla perfezione è già costata all'umanità decine di milioni di morti.

Neoliberal




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25 novembre 2003


L'agonia della socialdemocrazia europea

http://francescoblog.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=72668




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25 novembre 2003


La persistenza della memoria - Salvador Dalì




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24 novembre 2003


I modelli di democrazia

Karl Popper e la teoria della democrazia e la democrazia in America

Neoliberal




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24 novembre 2003


News de Le Scienze

Il rilassamento delle arterie coronarie
Un topo geneticamente modificato per studiare i meccanismi di
riparazione dei muscoli ha invece fornito nuovi indizi sulla cardiomiopatia
http://www.lescienze.it/index.php3?id=8175

Cellule della milza per produrre insulina
La scoperta di alcuni ricercatori americani potrebbe condurre allo
sviluppo di una cura per il diabete di tipo 1
http://www.lescienze.it/index.php3?id=8165

Un precursore della teoria di Darwin
In un testo pubblicato del 1794 James Hutton esprimeva un concetto
molto simile a quello della selezione naturale
http://www.lescienze.it/index.php3?id=8020

L'espressione dei geni nei primati
Identificati i geni i cui livelli di attività nella corteccia cerebrale
differiscono fra l'uomo e le scimmie
http://www.lescienze.it/index.php3?id=8016

Neoliberal




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24 novembre 2003


Sulla memoria storica

Un popolo che non ha memoria non ha futuro, un popolo che non ha memoria non ha storia. Un popolo che non ha memoria è destinato culturalmente a morire. Un popolo che non ha memoria prima o poi pagherà la propria trascuratezza. Un popolo che non ha memoria mai potrà creare una società dove regni la democrazia e la giustizia sociale. Un popolo senza memoria è un albero senza radici che rischia di cadere al primo vento. Un popolo che non ha memoria non va lontano. Non si può, non si deve dimenticare. Anche se "noi non c'eravamo". Fini che ricorda l'Olocausto e ne piange ce lo insegna. Ed è d'esempio per tutti.

Postato da Nonsolorossi.

 




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24 novembre 2003


I due modelli della democrazia moderna

Quali sono le differenze,alla radice per così dire, fra la democrazia americana e quella francese?un dibattito che si può aprire,interessante per tutti i philosophes (credo...).

Neoliberal




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23 novembre 2003


Sul dialogo

Il dialogo accresce l’uomo aggiungendo ad esso nuova conoscenza proveniente dal soggetto con il quale ci si confronta e facendogli scoprire altra inaspettata conoscenza* nascosta dentro se stesso.

La mente umana è stimolata a produrre idee ed opinioni per controbattere il soggetto con il quale ci si confronta, cercando di argomentare con più forza possibile la propria tesi; in questo modo l’uomo scopre dentro di se quei pensieri, che emergono e vanno ad aggiungesi al proprio bagaglio conoscitivo. A quest’ultimo, poi, pervengono anche le idee e le opinioni prodotte dal soggetto esterno che cerca a sua volta di rafforzare la propria tesi.

Diviene così controproducente il proporre con ostinata sicurezza ed arroganza le stesse argomentazioni che dall’inizio si avevano, rinunciando allo sforzo di creare personalmente nuove idee ed opinioni e a recepire ciò che di nuovo e positivo arriva dal proprio interlocutore.

 

In definitiva, nel dialogo la ricerca della verità è continua e incessante.

 

Mietzsche




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22 novembre 2003


Piccolissima riflessione

Spesso ci vestiamo di panni troppo stretti,
forse per apparire in linea.
Ma migliori opinionisti e grandi intenditori
di argomenti o persone che non appaiono.

Sono.

albatroferito




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22 novembre 2003


Occidente

"Mr Gandhi, che cosa pensa dell'Occidente?"

"E' una buona idea"

Mietzsche




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